Gli abusi contro i minori nelle prigioni egiziane

No One Cared He Was A Child. Egyptian Security Forces’ Abuse of Children in Detention

 Approfondimento n. 12/2020                                                                                                                                                                                                                                                                        

A partire dall’insediamento del Presidente Abdel Fattah al-Sisi nel giugno 2014, la compagine governativa dell’Egitto è stata segnata da una forte repressione contro manifestanti, dissidenti, oppositori politici, giornalisti indipendenti e difensori dei diritti umani. Decine di migliaia di persone sono state arrestate arbitrariamente e perseguitate in una situazione di violenza generalizzata e sistematica, contraria alle norme internazionali poste a tutela dei diritti e delle libertà fondamentali dell’essere umano.

È in tale contesto che le forze di sicurezza egiziane hanno perpetrato crimini quali sparizioni forzate, simulazioni d’annegamento, elettrocuzione, isolamento prolungato ed esecuzioni extra-giudiziarie a danno di centinaia di minori. Una situazione, questa, esacerbata dall’attività di procuratori e giudici che hanno contribuito ad aggravare la portata di tali abusi con processi irregolari e continue violazioni della normativa internazionale ed egiziana sui minori.

Il Report “No One Cared He Was A Child. Egyptian Security Forces’ Abuse of Children in Detention”, realizzato da Human Rights Watch in collaborazione con l’ONG Belad (Better Life for Africa Development), documenta le gravi violazioni dei diritti umani commesse in Egitto ai danni di minorenni attraverso venti interviste a ex detenuti e carcerati che stanno ancora scontando la pena, di età compresa tra i 12 e i 17 anni. Tale ricerca è stata arricchita dalle testimonianze dei legali difensori, dagli atti ufficiali dei tribunali e anche da altre fonti – come lettere dei parenti e articoli di denuncia pubblicati sui social network - che hanno permesso agli studiosi di ricostruire nel modo più completo possibile le vicende che hanno coinvolto i minori intervistati e il contesto particolare in cui gli abusi si sono verificati. 

Alla luce dei risultati dello studio condotto, i rappresentanti delle due organizzazioni autrici del Report, hanno invitato le autorità egiziane ad adottare una serie di provvedimenti, tra cui l’annullamento di tutte le sentenze emesse contro imputati minorenni da tribunali per adulti, nonché quelle che prevedono la pena di morte o che sono il risultato di un processo irregolare, in modo tale da poter sottoporre gli accusati a un nuovo processo nei tribunali per la giustizia minorile. Altre raccomandazioni riguardano, chiaramente, la conduzione di indagini sulle sparizioni forzate, le torture e i trattamenti disumani e degradanti che permettano di individuare e condannare i diretti responsabili, il rispetto della normativa nazionale e internazionale di settore, l’ammissione dei ricorsi individuali presentati da minori presso i comitati di controllo istituiti da trattati internazionali, e l’applicazione di misure alternative alla detenzione per i minori di 18 anni.

Il team di ricercatori coinvolti nello studio, ha rivolto inoltre un appello alla comunità internazionale - Usa e membri dell’UE in primis - affinché gli stati sospendano gli aiuti alle forze governative egiziane - inclusi esercito, polizia e Agenzia della sicurezza nazionale - e condannino apertamente gli abusi sui detenuti di cui l’Egitto è tristemente artefice.

 

 

Marta Panaiotti

Tutor del Corso di formazione su Rifugiati e migranti

 

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