La situazione dei difensori dei diritti umani a vent’anni dall’adozione della risoluzione

World Report on the Situation of Human Rights Defenders

Approfondimento 5/2019                                                                                                                                                                                                                                                                                   

Nell’anno del settantesimo anniversario della Dichiarazione Universale sui diritti umani e il ventesimo dell’adozione della Dichiarazione sui diritti e le responsabilità degli individui, i gruppi e gli organi della società per la difesa e la promozione dei diritti umani e le libertà fondamentali universalmente riconosciuti – meglio nota come Dichiarazione sui difensori dei diritti umani – lo Special Rapporteur on the situation of human rights defenders ha pubblicato i risultati dell’indagine mondiale sull’attuale situazione dei difensori dei diritti umani. L’analisi, condotta su oltre 140 Paesi, è finalizzata a identificare i progressi raggiunti e le restanti sfide in relazione all’attuazione della Dichiarazione. I risultati ottenuti si basano sulle informazioni fornite allo Special Rapporteur da parte di organizzazioni internazionali e regionali, Stati, istituzioni nazionali per i diritti umani, organizzazioni non governative operanti nel settore, e della società civile, in quanto stakeholders imprescindibili nell’ambito della tutela dei diritti umani.   

Il Report, annesso alla risoluzione dell’Assemblea generale 73/215 di luglio sulla situazione dei difensori dei diritti umani, sottolinea come, sebbene la Dichiarazione sia stata adottata dagli Stati membri delle Nazioni Unite, ad oggi la maggior parte di essi ne abbia dato un’attuazione incompleta e la situazione dei difensori dei diritti umani sia soggetta ad alti rischi. In tal senso, se da un lato si riscontrano numerose violazioni e abusi nei confronti dei difensori, soprattutto rispetto coloro impegnati in alcuni settori quali le migrazioni, lo sviluppo sostenibile, il cambiamento climatico e le questioni di genere e orientamento sessuale, dall’altro molti Paesi non hanno ancora previsto un adeguato sistema giuridico e amministrativo capace non solo di prevenire tali violazioni, ma anche di promuoverne i diritti. Infatti, ai sensi della Dichiarazione del 1998, spetta agli Stati adottare un adeguato supporto giuridico per la difesa dei diritti umani. 

In particolar modo, l’indagine dello Special RapporteurMichel Forst si focalizza su tre questioni chiave in ciascun Paese: l’evoluzione dell’uso del termine human rights defenders in un quadro sempre più variegato degli attori coinvolti; lo sviluppo di meccanismi e prassi positive a supporto dell’operato dei difensori; l’uso della cornice giuridica e amministrativa atta a proteggere o, nei casi negativi, perseguitare i difensori. 

In conclusione, nonostante gli ammirevoli sviluppi riscontrati nella maggior parte dei Paesi considerati rispetto al precedente Report del 2006, ciò che emerge dall’analisi è la necessità che gli Stati continuino o incrementino il proprio impegno nell’assicurare ai difensori dei diritti umani di operare in un ambiente sicuro e di creare meccanismi legislativi e istituzionali nazionali che permettano la coordinazione e la collaborazione con essi, al fine di garantire i diritti che sono stati previsti nella Dichiarazione vent’anni fa. 

 

Ludovica Di Lullo

Dottoranda di ricerca in diritto pubblico, comparato e internazionale

 

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