L’Italia e il primo Piano d’Azione Nazionale su Impresa e Diritti Umani

The Italian National Action Plan on Business and Human Rights
© Business&Human Rights Research Centre

  Approfondimento n. 5/2018                                                                                                                                                                                                                                                                                      

Nell’attuale mercato globale del lavoro, le attività di natura economico-imprenditoriale possono talvolta comportare, in diverse modalità, un impatto negativo sulla sfera dei diritti umani dei soggetti coinvolti in tali attività.

Al fine di incrementare le tutele dei lavoratori, nel 2011 il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha adottato i Guiding Principles on Business and Human Rights. Tali principi sono rintracciabili nell’Agenda 2030 e nei Sustainable Development Goals, in particolare quelli riguardanti la riduzione delle ineguaglianze, il lavoro dignitoso e la crescita economica (Goals 8 e 10). 

Tale strumento si basa su tre pilastri fondamentali da realizzare concretamente attraverso azioni politiche e legislative a livello internazionale, regionale e nazionale: a) il dovere degli Stati di adempiere, rispettare e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali (duty to protect); b) la responsabilità delle imprese, in quanto organi della società deputati a specifiche funzioni, di conformare il loro operato alle norme applicabili e al rispetto per i diritti umani (responsibility to respect); c) la necessità di garantire rimedi giudiziari efficaci e appropriati alla tutela dei diritti e dei doveri violati (access to remedy). 

Al fine di dare piena e concreta attuazione a quanto stabilito dai principi, e come ribadito nella Raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa (2016/3), l’Italia è stata tra i primi Paesi a dotarsi di un Piano d’Azione Nazionale (PAN) su Impresa e Diritti Umani. Il piano, di durata quinquennale, si articola in diversi principi-chiave, da porsi alla base dell’azione di governo per l’adozione di misure che assicurino una sempre maggiore tutela. Tali misure sono indirizzate verso le categorie specifiche quali donne, minori, migranti, LGBTI o persone affette da disabilità, e mirano, inoltre, al contrasto e alla repressione di fenomeni quali lo sfruttamento, il lavoro forzato o irregolare, il caporalato, e non da ultimo la tratta di esseri umani.

Un ruolo fondamentale per assicurare l’attuazione del Piano d’Azione Nazionale è affidato al Comitato interministeriale per i diritti umani (CIDU), e in particolare al suo Gruppo di Lavoro su impresa e diritti umani (GLIDU), al quale spetta il compito di supervisionare e monitorare periodicamente l’attuazione del PAN, in collaborazione con un gruppo consultivo di rappresentanti non istituzionali (ONG, esperti del settore, imprese, sindacati e mondo accademico).

 

Ludovica Di Lullo

Dottoranda di ricerca in Diritto internazionale e diritti umani

 

 

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