Il Tribunale dell'Aja condanna Bosco Ntaganda

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La Corte penale internazionale (CPI)  ha condannato il capo ribelle congolese ed ex generale dell'esercito Bosco Ntaganda per diciotto capi d’imputazione, tredici dei quali sono crimini di guerra e cinque crimini contro l’umanità. Le condanne dei giudici dell'Aja si riferiscono ai crimini commessi tra il 2002 e il 2003 nella regione orientale di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo, quando Ntaganda era il leader di un gruppo di combattenti ribelli (Union del patriotes congolais) che si rese responsabile, inter alia, di omicidi e stupri, persecuzioni e reclutamento di bamabini soldato, schiavitù sessuale e saccheggi.

L’entità della pena a carico di Ntaganda, uno dei cinque “signori della guerra” congolesi finora tradotti davanti alla Corte, verrà comunicata in una successiva udienza. 

Con la sentenza dell'8 luglio, i giudici dell'Aja hanno contribuito in modo sostanziale alla lotta contro l'impunità dei criminali "d'alto rango", a distanza di sette anni dalla condanna emessa dalla stessa CPI contro Thomas Lubanga - anch'egli membro dell'UPC - giudicato colpevole di arruolamento di bambine e bambini soldato, che sta scontando la pena a 14 anni di carcere.

 
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