Famine Action Mechanism (FAM): l’uso dei dati per prevedere e fronteggiare i problemi di sicurezza alimentare

Global Crisis Risk Platform Report

 Approfondimento n. 11/2018                                                                                                                                                                                                                                                                                     

Il 23 settembre 2018, le Nazioni Unite, la Banca Mondiale, il Comitato internazionale della Croce Rossa, ed alcune importanti imprese, hanno lanciato congiuntamente il Famine Action Mechanism (FAM). 

Il meccanismo prosegue nella stessa direzione indicata da due importanti rapporti del 2018, il Global Crisis Risk Platform (GCRP) della Banca Mondiale e il rapporto dell’ Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) “The State of Food Security and Nutrition in the World”,  nonché dalla risoluzione 2417 (2018) del Consiglio di sicurezza sulla protezione dei civili nei conflitti armati, nella quale si sono sottolineati i legami tra conflitti armati, insicurezza alimentare e minacce di carestie.

Come sottolinea il GCRP, il FAM da priorità al miglioramento della capacità della comunità internazionale di prevedere complessi e multidimensionali rischi di carestia, costruendo tecniche di modellazione sui sistemi esistenti e utilizzando nuove variabili, fonti e dati. Gli sforzi si sono concentrati sull’identificazione dei modi per collegare e rafforzare il supporto ed il fabbisogno finanziario ai segnali di preavviso ed allarme di carestie, aumentando l’attenzione sulla resilienza e migliorando il coordinamento tra i principali partners.

Inoltre, il rapporto della FAO afferma che una regione raggiunge la condizione nota come carestia quando il tasso di mortalità giornaliero legato alla fame supera due persone ogni 10.000 individui. Nel 2017, oltre 20 milioni di persone in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e nello Yemen hanno affrontato una grave minaccia di carestia, o subito una carestia. Secondo il Programma mondiale alimentare (WFP), si stima che nel 2018 circa 124 milioni di persone, in 51 paesi, si trovino a fronteggiare una grave insicurezza alimentare.

Le carestie sono notoriamente difficili da prevedere dal momento che la grave scarsità di cibo non è quasi mai legata esclusivamente alla disponibilità di riserve alimentari, ma dipende anche da fattori quali la siccità, le interferenze climatiche nella produzione agricola, l’inflazione dei prezzi alimentari, l’instabilità politica ed i conflitti armati. 

Il meccanismo mira a completare diversi strumenti già esistenti in tale ambito. Recentemente infatti, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha istituito un Centro per la raccolta dei dati umanitari in modo da ampliare l’uso e l’impatto dei dati nel settore umanitario. La FAO invece, ha istituito un sistema di informazione e allarme rapido per l’alimentazione e l’agricoltura, gestendo diversi sistemi di allerta avanzati. 

 

Anne-Sophie Martin

Dottoranda di ricerca in Ordine internazionale e diritti umani

 

 

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