L’impegno delle università per i rifugiati

L’accesso all’istruzione – primaria, superiore e universitaria - costituisce uno dei pilastri dell’azione diretta a mitigare e rimuovere gli ostacoli che si frappongono ancora oggi all’integrazionedi rifugiati e migranti, e alla costruzione di un legame solido - e solidale - tra questi ultimi e le società di arrivo.

I temi dell’uguaglianza nell’accesso all’istruzione, delle pari opportunità e della mobilità sociale assumono quindi un ruolo sempre più rilevante nelle iniziative volte a favorire l’inserimento sociale dello straniero e a sostenerne lo sviluppo della vita personale e di relazione, nonché il processo di adattamento alla nuova realtà. 

L’integrazione è, infatti, un percorso complesso che ha come obiettivo il raggiungimento dell’autonomia personale anche dal punto di vista culturale e professionale. Al riguardo, i servizi educativi e formativi - e le università in modo particolare - svolgono un ruolo primario nella promozione dell’accesso dei rifugiati all’istruzione e alla formazione professionale.

In particolare, l’importanza dell’educazione universitaria nel processo di autonomia e integrazione per i giovani beneficiari di protezione internazionale, viene oggi riconosciuta come uno strumento fondamentale che ispira iniziative e programmi a livello internazionale, europeo e nazionale, tra cui “Il Manifesto dell’Università inclusiva” promosso dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), sulla scorta delle disposizioni del Global Compact for Refugees adottato dall’Assemblea Generale dell’ONU nel dicembre 2018.

Si tratta di un documento programmatico che, sostenendo la condizione dei rifugiati che intendono proseguire il percorso di studi e di ricerca nei paesi d’asilo, mira a valorizzare e stimolare conoscenze, esperienze culturali, tecniche e intellettuali degli stessi, al fine di realizzare pienamente il diritto allo studio, e contribuire, contestualmente, allo sviluppo sociale, culturale ed economico delle società in cui i rifugiati si inseriscono. 

Il Manifesto, che ha visto finora l’adesione di numerosi Atenei italiani e Centri di ricerca, è stato presentato ufficialmente in occasione del Seminario “L’impegno delle Università per i rifugiati” organizzato il 31 ottobre 2019 presso il Rettorato dell’Università Sapienza dall’UNHCR, in collaborazione con il Master in Tutela internazionale dei diritti umani, il Corso di formazione su Rifugiati e migranti e il Corso di alta formazione sul Ruolo delle donne nei processi di pace e nella mediazione dei conflitti per la tutela dei diritti umani.

All’interno di questa giornata di dialogo e confronto che ha visto la partecipazione di rappresentanti del Ministero dell’Interno, del MIUR, del MAECI e di varie Università italiane, sono intervenuti anche studenti rifugiati che hanno condiviso le proprie storie e raccontato dei percorsi di studio intrapresi lontano dai rispettivi paesi d’origine, mostrando, così, il potere dell’inclusione, quale risposta concreta, equa ed efficace alle sfide poste dalle condizioni spesso svantaggiate in cui vivono ancora oggi molti giovani rifugiati.

Nella stessa occasione è stato dato ampio spazio anche alla discussione e alla condivisione delle buone prassi realizzate a livello locale in materia di inclusione dei rifugiati nei contesti accademici, che le Università e i Centri di ricerca firmatari del Manifesto dovranno cercare di sviluppare e migliorare nel tempo, in un’ottica di uguaglianza, non discriminazione e maggiore collaborazione.

A sostegno dell’iniziativa, il Direttore del Master e dei Corsi - il Prof. Sergio Marchisio - ha sottolineato l’importanza di questeattivitàdi confronto e approfondimento e di tutte le buone pratiche ed i progetti in grado di sviluppare e valorizzare i talenti e le capacità dei giovani rifugiati, troppo spesso oggetto di marginalizzazione e discriminazione o vittime dei problemi di carattere amministrativo-burocratico che impediscono loro l’accesso o la piena partecipazione ai sistemieducativi nazionali. Per far fronte a tali difficoltà, il Manifesto prevede una serie di principi generali e di impegni programmatici attraverso i quali intraprendere o ampliare attività e programmi a favore di studenti rifugiati, come servizi di informazione e tutoraggio, riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero, borse di studio e corridoi universitari per l’ingresso legale di studenti rifugiati residenti in Paesi terzi.

Il Direttore ha inoltre ricordato come l’Università Sapienza, con particolare riferimento alle attività formative sopra menzionate, non sia nuova ad iniziative di questo genere, alla luce anche di una lunga collaborazione con l’UNHCR avviata nel 1992 al fine di promuovere il diritto all’istruzione dei rifugiati e favorirne l’integrazione nel mondo universitario.

È appunto in questa direzione che l’Alto commissariato e le istituzioni italiane si stanno muovendo, nel tentativo di affermare l’accesso all’educazione superiore e universitaria per i rifugiaticome una priorità strategica, e di stimolare una risposta collettiva mondiale alla situazione educativa dei giovani titolari di protezione internazionale. 

 

Per ulteriori approfondimenti:

Leggi il Manifesto dell’UNHCR. 

Vedi il servizio di Rai News e le Foto dell’evento.

Scarica le Presentazioni delle Università firmatarie.

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