Corruzione e diritti umani: strumenti e misure di contrasto nel quadro delle Nazioni Unite

Human Rights Council Resolution 35/25 on The negative impact of corruption on the enjoyment of human rights

Approfondimento 8/2019                                                                                                                                                                                                                                                                                          

La corruzione rappresenta un fenomeno diffuso su scala globale. Sebbene si sia sviluppata a livello interno, le crescenti attività economiche transnazionali ne hanno determinato una pervasività anche a livello internazionale. Gli effetti della corruzione possono avere una portata devastante sia sul piano istituzionale e sul buon funzionamento degli uffici pubblici, che sul godimento dei diritti umani da parte degli individui che ne subiscono maggiormente le conseguenze. 

Di fronte al dilagarsi del fenomeno, le Nazioni Unite si sono fatte portatrici delle istanze provenienti principalmente dalla società civile. Sono molte infatti le ONG internazionali che si occupano di contrasto alla corruzione sia a livello regionale che internazionale (su tutte Transparency International Anti-Corruption Resources Centre). In tale contesto l’Assemblea generale ha promosso l’adozione del primo strumento giuridico internazionale in materia di contrasto alla corruzione: la United Nations Convention Against Corruption (UNCAC), adottata il 31 ottobre 2003 a Merida ed entrata in vigore il 14 dicembre 2005. La Convenzione rappresenta il primo strumento giuridico internazionale vincolante a carattere universale che offre una risposta al problema globale della corruzione. La Convenzione copre diverse tipologie di corruzione, tra cui anche la tratta di esseri umani, e prevede per gli Stati contraenti l’obbligo di attuare politiche di prevenzione con misure rivolte sia al settore pubblico che privato. Tra queste misure rientra la creazione di meccanismi istituzionali nazionali, quali uno specifico organo anticorruzione, codici di condotta e politiche favorevoli al buon governo, allo stato di diritto, alla trasparenza e alla responsabilità. 

Le Nazioni Unite hanno riconosciuto che la corruzione rappresenta “an insidious plague [with] corrosive effects on societies [which] undermines democracy and the rule of law, leads to violations of human rights, distorts markets, erodes the quality of life and allows organized crime, terrorism and other threats to human security to flourish”. Nonostante il riconoscimento importante del nesso fra corruzione e diritti umani, la UNCAC non prevede riferimenti ai diritti umani nel suo articolato. 

In questo contesto, il Consiglio dei diritti umani ha promosso uno studio più approfondito sulla relazione che intercorre tra il fenomeno della corruzione e i suoi effetti sul godimento dei diritti umani. Il Consiglio promuove infatti uno human rights-based approach che gli Stati dovrebbero utilizzare nell’attuazione delle misure previste dalla UNCAC. Il Consiglio dei diritti umani ha evidenziato, nella risoluzione adottata il 23 luglio 2017, l’impatto negativo della corruzione definendo tale fenomeno come “a structural obstacle for the enjoyment of human rights”. Il Consiglio mette in luce infatti il doppio carattere erosivo della corruzione: da una parte, i fenomeni di corruzione erodono il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche minando il ruolo stesso dello Stato quale soggetto sovrano che provvede al benessere dei suoi cittadini; dall’altra, ha individuato che sono i soggetti più svantaggiati e marginalizzati della società i più esposti alle conseguenze della presenza di istituzioni corrotte, in quanto maggiormente dipendenti dai beni e servizi che lo Stato dovrebbe loro fornire. Inoltre, il Consiglio invita gli Stati ad una maggiore e più forte cooperazione internazionale anche fra i diversi stakeholderscoinvolti sia a livello regionale che internazionale “to fight corruption in all its forms as a means of contributing positevely to the promotion of huma rights”.

In tale contesto, le Nazioni Unite hanno promosso la campagna United Against Corruption istituendo il 9 dicembre come giornata internazionale contro la corruzione, campagna nella quale sono coinvolti anche lo United Nations Development Programme (UNDP) e lo United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC).

Sebbene la previsione da parte dalle Nazioni Unite a livello internazionale di misure normative di contrasto alla corruzione e di azioni mirate alla tutela dei diritti umani in relazione a tale fenomeno costituisca un intervento importante, si rileva che è fondamentale che a livello locale e nazionale i singoli Stati si impegnino fattivamente a perseguire nonché prevenire i casi di corruzione, nell’ottica della rafforzamento del rapporto di fiducia che uno Stato deve promuovere con i propri cittadini e gli individui sottoposti alla propria giurisdizione, condizione fondamentale per garantire la tutela dei diritti fondamentali sul piano nazionale.

 

Debora Capalbo

Dottoranda di ricerca in Diritto pubblico, comparato e internazionale

  

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